Una questione di tono.

chiave-di-violino-con-pentagramma-300-x-300Più di un anno fa ebbi modo di intervenire con un post commentando una iniziativa di mailing orientato alla promozione del lascito testamentario per una nota organizzazione nonprofit (Il questionario della Madonna). Fu un post che scatenò numerose polemiche ma anche un sano dibattito sulle opportunità e sulla metodologia.

Personalmente ritenevo – e ritengo – che tutto sia legato non solo a chi si è e che cosa si fa, ma anche all’utilizzo non solo di specifici strumenti promozionali, ma soprattutto all’uso di un “tono” particolare per una tematica che è per sua natura delicata soprattutto in un contesto sociale, culturale, religioso come quello italiano.

A tale proposito e a suffragare un corretto utilizzo di strumenti e toni, leggo in questi giorni uno straordinario esempio di legacy mailing (The RNLI legacy letter) proposto dalla piattaforma SOFII, che notoriamente presenta esempi di eccellenza nel nostro settore.

Sei paragrafi perfetti per esporre un problema, prospettare una soluzione, rafforzare l’accountability e la rigorosa serietà della gestione dell’organizzazione, una richiesta precisa e la condivisione di un obiettivo concreto ma non lesivo della sensibilità di ognuno.

Qui potete vedere il testo integrale e analizzare con me questi 6 passaggi esemplari:

1)   Il primo paragrafo pone concretamente il tema chiave: la prospettiva di diminuzione dei lasciti cui potrebbe seguire un drastico ridimensionamento delle attività dell’ente. Anticipa e giustifica eventuali critiche segnalando che un problema così grave non può che essere condiviso con chi è particolarmente legato alla ONP: i suoi donatori

2)   Il secondo delinea attraverso i numeri cosa significa per la ONP ricevere doni da testamenti, declinando in termini concreti dove vada a finire quel particolare denaro e denotando una attenzione superiore per la rendicontazione e la gestione rigorosa.

3)   Si accenna poi ad una tendenza del mercato di cui si fa fatica a coglierne le vere ragioni e anche qui si evidenzia una attenzione superiore alla media rispetto alle dinamiche economico/finanziarie di lungo periodo che spesso sfuggono alle logiche di enti del settore nonprofit.

4)   Nel paragrafo successivo si traccia rapidamente quale potrebbe essere la prospettiva qualora si confermassero le tendenze negative e non si trattasse semplicemente di una contingenza superabile attraverso l’utilizzo di riserve o campagne ad hoc. Non si pongono quindi solo dei semplici problemi ma si prospettano coscienziosamente delle possibili soluzioni.

5)   Per scegliere la strada servono dei dati e delle informazioni e da qui la specifica richiesta e la precisa indicazione che non si tratta di una promozione ma semplicemente di una richiesta di informazioni il cui senso è ampiamente e rigorosamente motivato

6)   Infine una breve spiegazione dell’utilizzo delle informazioni e le garanzie rispetto alla sicurezza dei dati che verranno non solo trattati a dovere, ma anche restituiti sotto forma di informazioni costanti e comunque orientate alla salvaguardia della mission.

Anche se la lettera è in inglese è di immediata comprensione attraverso l’utilizzo di un tono sempre molto coinvolgente nel suo rigore e nella sua concreta condivisione di un problema da risolvere INSIEME.

Concordo in pieno con le indicazioni che la piattaforma SOFII suggerisce rispetto al fatto che sia una campagna molto “educata” semplice, onesta, diretta nella sua semplicità ma scritta in una forma molto articolata, senza l’utilizzo di espressioni gergali o poco professionali e soprattutto facendo attenzione a non offendere.

Inutile dire che la campagna ha avuto uno straordinario successo, non solo registrando un numero elevatissimo di risposte, ma stimolando molte persone ad effettuare un lascito nel loro testamento a favore di una organizzazione così importante e così consapevolmente orientata ad occuparsi del suo futuro di medio/lungo termine e di conseguenza del futuro dei suoi tanti assistiti.

Credo, a ragione veduta, che possa essere un ottimo esempio di come in prospettiva potremmo cominciare a parlare in maniera più consapevole anche ai donatori di casa nostra non solo dei lasciti, cominciando magari a definirli in maniera un po’ meno fredda (basta con i “lasciti testamentari”) ed iniziando a parlare di un semplice dono attraverso il testamento e accompagnando il tutto con un rigore ed un tono che possa lasciare poco spazio alle interpretazioni di una semplice e più o meno subdola richiesta.

Che ne dite di provare a cimentarvi anche voi sul giusto “tono” per parlare di testamento?

Aspetto i vostri commenti.

PS: Qui il pdf della lettera

 

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