Chi sono

Uno

La mia storia professionale

Piemontese di origine e milanese di adozione dopo il Liceo Classico e gli studi in Economia e Commercio, sono approdato al nonprofit attraverso l’esperienza del servizio civile in Caritas Ambrosiana.

Qui ho iniziato a coniugare il servizio “sul campo” con il management del terzo settore, collaborando con l’ufficio legale su pratiche relative a  lasciti testamentari.

Alla fine del 1993 sono stato chiamato in Fondazione Don Gnocchi dove ho ricoperto – nel corso di 22 anni – diversi ruoli: prima al Controllo di gestione, poi per una decina d’anni Capo di Gabinetto di Presidenza e, negli ultimi otto, Responsabile  Servizio Fundraising in staff presso la Presidenza.

Attualmente sono Direttore Comunicazione e Raccolta Fondi presso l’Istituto Serafico di Assisi, una nuova sfida che mi assorbe nell’ottica di garantire a bambini e ragazzi pluridisabili una cura di assoluta eccellenza e il compimento per loro di una vita piena, nonostante le loro complesse patologie.

Il forte interesse verso le esperienze di fundraising internazionali e il mercato degli individui mi hanno permesso di sviluppare particolari skills nel legacy fundraising, nelle strategie di raccolta fondi attraverso i lasciti testamentari, con significative attitudini alla relazione e al rapporto one to one.

Trattare nel contesto culturale italiano queste particolari tematiche mi ha permesso di raggiungere successi inaspettati come nel 2014 quando ho ricevuto il premio come miglior fundraiser italiano (Italian Fundraising Award) e ad Amsterdam, nell’ottobre dello stesso anno il Global Fundraising Award.

Condividere la professione

I vent’anni di esperienza nel nonprofit, di cui molti a stretto contatto con il fundraising, mi consentono spesso di prendere parte come relatore o speaker in workshop  e conferenze di settore  attraverso le quali tento di trasferire le case history maturate nelle realtà che ho guidato, con la possibilità di evidenziare casi di successo e elementi migliorativi rispetto alle strategie più diffuse.

L’esperienza e la condivisione di queste stesse tematiche in ambito internazionale, credo siano elementi importantissimi per garantire un costante sviluppo anche in Italia di questo particolare mercato; cerco costantemente di individuare esperienze estere, congressi e conferenze fuori dall’Italia che possano offrirmi sempre nuovi elementi di formazione e di sviluppo della mia professionalità, allargando la mia sfera di interesse verso nuove strategie a noi meno note che posano stimolare il fundraising ad andare verso una definitiva svolta evolutiva.

Questi stessi coinvolgimenti verso l’esterno spero possano portare anche a quella definitiva professionalizzazione che la professione richiedere per ritagliarsi la dignità che merita nell’allargare le opportunità del settore delle charities italiane.

I viaggi e la cucina mi distraggono, ogni tanto, dal Fundraising.

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